Sapete perché i personaggi delle storie sono chiamati eroi o eroine?
Perché nonostante la paura riescono a uscire da un mondo che non li rende felici e rischiano per trovare qualcosa di migliore. Ricordate questo pezzo di dialogo dal film genio ribelle?
“Momenti stupendi, sai, piccole cose così. Però sono queste le cose che più mi mancano. Le piccole debolezze che conoscevo soltanto io. Questo la rendeva mia moglie. Anche lei ne sapeva delle belle sul mio conto, conosceva tutti i miei peccatucci! Queste cose la gente le chiama imperfezioni, ma non lo sono. Sono la parte essenziale. Poi dobbiamo scegliere chi fare entrare nel nostro piccolo strano mondo. Tu non sei perfetto, campione. E ti tolgo dall’incertezza: la ragazza che hai conosciuto, non è perfetta neanche lei. Ma la domanda è se siete o no perfetti l’uno per l’altra. È questo che conta. È questo che significa intimità. Puoi sapere tutte le cose del mondo, ma il solo modo di scoprire questa è darle una possibilità.”
Quante volte abbiamo detto di no a una possibilità per paura di uscire da ciò che non ci rende felici, ma che conosciamo?
Darsi la possibilità di provare, di rischiare, di buttarsi in qualcosa di nuovo è davvero più spaventoso di una tranquilla infelicità?
