Sono scesa dal mondo.
Ho fatto le valigie, prenotato un biglietto, chiamato amici e sono partita. Dopo tanto tempo ho ripreso un treno e in poche ore sono andata a Napoli. Due giorni passati tra storia antica, confidenze e risate. Passato e presente nello stesso posto.
In questa terra bellissima ho conosciuto ” o-monaciello” le piscine mirabilis,la Napoli sotterranea e i vicoli della cittá.
Tra le mille avventure ho conosciuto uno strano ristoratore.
Il locale piccolissimo, forse 5 tavoli. In uno di questi era seduto quest’uomo, che cerca di mangiare una bistecca. Alle 13-30 arriviamo. Si alza, ci fa accomodare e torna al suo tavolo a mangiare. Una forchettata prima che entrino altre persone.
Si alza le fa accomodare e torna alla sua bistecca.
A quel punto entra un amico e dice
” Posso disturbarvi?”
L’uomo seduto guarda il piatto e dice
” Eccome no. Tanto e’ dalle 11 che cerco di mangiare sta bistecca”
Ci guardiamo e scoppiamo tutti a ridere.
E’ora di tornare. Il treno che mi ha portato qui ora mi riporta a casa.
Il paessaggio scorre veloce fuori dal finestrino.Penso a quanto la parola “lontano” sia relativa.
Napoli é lontano? forse,ma bastano 4 ore per arrivarci. Allora cosa e’ davvero lontano?
Lontano e’ qualcuno che non ti ascolta, lontano é ció che non vogliamo raggiungere. A volte sei tu la persone piú lontana da te. Ti tieni lontano dai tuoi veri desideri, dai tuoi sogni e credi di non poter fare altro.
Poi prendi un treno.
In poche ore sei in un altro luogo, con altre persone e capisci che niente e’ veramente lontano.
Capisci che basta poco per scrollarti di dosso quella quotidiana solitudine.
Un abbraccio.
“ti voglio bene”.
Un bacio.
“sono stata bene”
Gli occhi sorridenti di chi sa che non sono i kilometro che separano.
Un scaramantico “ciao” che deve incollarci fino alla prossima volta, perché la vita non ci faccia perdere portandoci veramente lontani.
